Attualità

Volete voi…

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di Alessia Sorgato. 

… che la Regione Lombardia, in considerazione della sua specialità, nel quadro dell’unità nazionale, intraprenda le iniziative istituzionali necessarie per richiedere allo Stato l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, con le relative risorse ( ecc., ecc., seguono riferimenti di legge)?

Questo è il quesito apparso sui 24700 tablet, per la prima volta presenti nelle sezioni elettorali di Veneto e Lombardia, a cui hanno risposto in percentuali tra il 38 ed il 39% nella nostra Regione ([1]). Luca Zaia, invece, già 4 ore prima delle chiusure dei seggi festeggiava il pieno raggiungimento del quorum lì previsto che, a scrutinio ultimato, ha rivelato un plebiscito: 98,1% di sì.

Questi dati fanno riflettere e sotto più profili, soprattutto perché la domanda referendaria pareva quasi pleonastica, ed il suo esito scontato.

Eppure…

Quanti sapevano, prima e durante la loro (brevissima, grazie all’elettronica) permanenza dietro alla tendina di che cosa si stesse davvero parlando Quanto sia lungo e complesso l’iter che domenica 22 ottobre è appena cominciato? ? In quanti sono andati a leggere la norma di riferimento ? Perché questa differenza numerica tra lombardi e veneti: perché da noi non era necessario raggiungere un quorum, perché da noi il livello di informazione è stato scarsissimo oppure perché si è fatta confusione tra senso politico e senso sociale del referendum?

E’ vero. Questa tornata concerneva un referendum consultivo, che in passato avevamo affrontato solo una volta, contro i 67 abrogativi ed i 3 costituzionali. Nel 1989 ci avevano consultato sul rafforzamento delle istituzioni comunitarie,  ma allora l’affluenza era stata massiccia.

referendum1La battaglia che si gioca oggi non è nuova. Il campo è molto esteso perché copre un’area nevralgica, delimitata dagli articoli della Costituzione da 116  a 119, che spazia dall’istruzione alla ricerca scientifica e tecnologica, dalla tutela della salute all’alimentazione e all’ordinamento sportivo, dal governo del territorio alle reti di trasporto, compresi porti ed aeroporti,  dalla valorizzazione dei beni culturali e ambientali alla promozione e organizzazione di attività culturali, dalle casse di risparmio e rurali alle aziende di credito a carattere regionale.

Ma il piatto più appetitoso è senz’altro rappresentato dal coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario. E in questo ingolosisce molto il cosiddetto residuo fiscale, cioè la differenza tra le tasse pagate allo Stato e quanto poi questo restituisce alla Regione. Non a caso, appena sentiti gli esiti, da Roma si sono dichiarati pronti ad ascoltare le richieste dei Governatori interessati, ma hanno messo le mani avanti in tema di tasse, dichiarandone l’intoccabilità ([2]).

Richiesto di verificarne il confezionamento, il professor Federico G. Pizzetti della Facoltà di Scienze Politiche della Statale di Milano aveva giudicato il quesito referendario “legale ma perfettamente inutile, una scatola vuota. Ufficialmente chiede ai cittadini solo se siano d’accordo ad avviare il procedimento ma non specifica quali richieste la Regione andrà a presentare allo Stato. E comunque tali richieste vanno negoziate ed approvate con legge nazionale a maggioranza assoluta in ogni Camera”. Si è detto che l’iter è complesso e, prosaicamente, troverà l’opposizione di molti.

E’ questa difficoltà che ha frenato i milanesi, pragmatici per natura ed abituati al risparmio energetico anche di risorse umane? O è stato l’equivoco di considerare questo referendum solo l’inizio di una campagna elettorale di un certo partito, da boicottare per non sostenerla?

Eppure non era un referendum a forte coloritura politica, se è vero, come riportato da alcuni organi di informazione, che in certe zone si sono dichiarati favorevoli al si anche politici, uomini e donne, provenienti dal M5S e dal PD ([3]), e tra questi anche Giorgio Gori, che a Bergamo fa il sindaco a capo di una coalizione di sinistra e che viene indicato come il prossimo principale competitor di Maroni alla carica di Presidente della Regione Lombardia.

Bergamo è infatti risultata la città più attiva, anche se ben lontana dai numeri registrati a Treviso, circoscrizione di Zaia, e a Vicenza, che di tutte è stata la cittadinanza più presente.

A Milano non ci pare che vi fossero file per entrare nelle sezioni elettorali … neppure motivate dalla curiosità su questo nuovo modo di votare, col tablet invece che con la matita copiativa. Magari qualcuno si è intimorito alla notizia, divulgata alla vigilia della consultazione, che un hacker milanese, esperto in sicurezza e normativa, aveva reperito in rete “svariati gigabyte di software, certificati, istruzioni relative a parti di software del voto, pezzi di codice, macchine virtuali e password, nomi utenti e chiavi di autenticazione di possibili amministratori del sistema” di Smartmatic, l’azienda che si è aggiudicata l’appalto. ([4])

Io conosco Matteo Flora da almeno vent’anni e so che informaticamente arriva molto nel profondo ma ho letto che ha dichiarato di aver reperito questi dati in “fonti aperte, ossia siti pubblicamente disponibili”, tant’è che ha provveduto a inviare una segnalazione a Cert Pa ( organizzazione dell’Agenzia per l’Italia digitale che raccoglie avvisi di vulnerabilità) a seguito della quale, dopo poche ore, quegli spazi non erano più accessibili. Vero è che all’una di notte Presidenti e scrutatori erano ancora “ostaggio” dei seggi e che il Veneto ha subito un attacco hacker che, a molte ore dalla chiusura delle operazioni impediva di accedere al sito ([5]).

Su questo aspetto bisognerà davvero lavorare molto.

Chi ha vinto, ad ogni modo, ora non può che rinviare i lavori: le Camere sono in scadenza a primavera, la Regione è al rinnovo, per cui ci attendono elezioni sia Politiche che regionali, poi forse, con la prossima legislatura, si aprirà la trattativa sull’autonomia.

Insomma, nulla a che spartire con i referendum scozzese e catalano in cui si chiede se i cittadini li residenti vogliano diventare uno Stato, tenersi l’euro è restare nella Ue.

Vorrete (ancora o ancora di più allora) voi …?

[1] http://milano.repubblica.it/cronaca/2017/10/23/news/referendum_autonomia_lombardia_voto_elettronico-179080914/

[2] http://www.msn.com/it-it/notizie/politica/referendum-autonomia-trionfa-il-s%C3%AC-zaia-%C2%ABvogliamo-i-9-10-delle-tasse%C2%BB/ar-AAtVdsh?li=AAaxHVJ&ocid=ientp

[3] http://www.varesenews.it/2017/10/referendum-autonomia-lombardia-22-ottobre-cosa-sapere/642888/

[4] http://www.corriere.it/tecnologia/cyber-cultura/17_ottobre_19/referendum-autonomia-lombardia-hacker-trova-dati-codici-online-smartmatic-067bafc2-b4e1-11e7-aa01-fc391f169342.shtml

[5] http://www.ilpost.it/2017/10/23/referendum-autonomia-veneto-lombardia-risultati-affluenza/

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