Violenza di genere

Violenza contro le donne in Italia. Qualcosa è cambiato?

Pubblicato il

di Nadia Muscialini.

Il 5 giugno 2015 il Dipartimento Pari Opportunità ha fornito i dati di un indagine condotta dall’Istat tra maggio e dicembre 2014, sul fenomeno della violenza di genere.

ViolenzaIl rapporto Istat conferma il dato già noto che in Italia una donna su tre è vittima di violenza (31,5%); seppur in alcune parti del rapporto si evince come alcune forme di violenza siano in calo: violenza fisica (dal 5,1% al 4%), sessuale (dal 2,8% al 2%) e psicologica (dal 42,3% al 26,4%), in realtà il rapporto sottolinea anche che non è cambiato ciò che riguarda le forme più efferate di violenza che sono invece aumentate: lo stupro, il tentato stupro, le aggressioni che provocano ferite gravi e quelle per cui una donna ha temuto per la propria vita. A fronte di una diminuzione di alcune forme di violenza conseguente ad una maggior capacità delle donne di riconoscerle e di chiedere aiuto alle forze dell’ordine o ai servizi specializzati, in realtà le forme di violenza a cui sono sottoposte le donne diventano più cruente, portando anche ad elevato numero di femminicidi.

Se ci si addentra nella lettura dei dati del rapporto si possono fare considerazioni interessanti: aumentano le donne che non accettano più di continuare una relazione con un uomo violento, la violenza del partner diventa quindi il motivo principale che convince le donne a separarsi (68%).

Altro dato da rilevare è che in Italia le donne italiane e quelle straniere subiscono violenza fisica o sessuale nella medesima percentuale, ossia non si evidenziano differenze in cui in Italia una donna è vittima di abusi e violenze legate alla sua provenienza.

Anche qui andando vedere il dato più nel dettaglio sembra che le donne italiane siano maggiormente vittime di violenza sessuale all’esterno della famiglia mentre le straniere di violenza fisica all’interno delle mura domestiche; le donne italiane sarebbero quindi più esposte a violenza da parte di estranei e le straniere da parte dei familiari.

Se si confrontano questi dati con quelli legati all’attività lavorativa si evince che stupri e tentati stupri sono compiuti maggiormente da estranei tra le donne in cerca di occupazione, le dirigenti, le libere professioniste, sia che esse siano Italiane o straniere.

Quindi sinteticamente si può dire che una donna, italiana o straniera, quanto più raggiunge autonomia ed indipendenza da un uomo (padre,marito,ecc) all’interno della famiglia per lo studio o il lavoro quanto meno subisce violenza fisica da parte dei parenti ed è invece maggiormente esposta a forme di violenza o molestie sessuali da parte di estranei.

Infine è opportuno menttere in evidenza altri due dati del rapporto che appaiono di estremo rilievo: vi è una elevata percentuale di donne che subisce violenza prima dei 16 anni (10%) e donne che sono da considerare particolarmente a rischio di subire violenza fisica, sessuale o psicologica, le donne con disabilità o problemi di salute.

Diverse sono però le sorti di questi due gruppi di donne, sorti che dipendono soprattutto dalla possibilità di accedere a informazioni e quindi di poter chiedere aiuto.

Tra le donne tra i 16 e i 24 anni, soprattutto tra le studentesse, la violenza è in calo per quanto riguarda molestie e violenze sessuali mentre tra le donne con disabilità o problemi di salute la situazione è la più critica perché esse non hanno la possibilità di sottrarsi alle violenze se non vengono aiutate.

In conclusione si può dire che il fenomeno della violenza sia all’interno che all’esterno delle mura domestiche riguarda le donne che hanno raggiunto una maggiore autonomia: le più istruite, quelle che occupano posizioni professionali più elevate, quelle che possono separarsi, le donne in cerca di occupazione, le imprenditrici e quelle con il grado di scolarizzazione superiore.

Il forte calo della violenza fisica o sessuale nelle giovani, soprattutto le studentesse, fa pensare che lo svolgimento di numerose attività di prevenzione svolte nelle scuole sia fondamentale sia per fare acquisire alle donne maggior consapevolezza dei loro diritti ma anche ai maschi per capire quelli che sono da considerarsi comportanti scorretti e violenti.

Si può quindi immaginare che affrontare il tema della violenza di genere nelle scuole di ogni ordine e grado sia davvero la strada privilegiata, non solo per contrastare ma anche per prevenire la violenza sulle donne e per ristabilire un equilibrio tra i generi e relazioni basate sul rispetto dell’altro e la non violenza.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *