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Sette

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di Alessia Sorgato.

In questi giorni si sta molto parlando della rivelazione (in realtà non nuova, ma finalmente ammessa) da parte della nota soubrette televisiva Michelle Hunziker di essere stata vittima di una setta.

Conosciuta casualmente per un problema di alopecia una (forse anche sedicente) pranoterapeuta, la donna, all’epoca molto giovane e probabilmente inesperta, nonostante l’alone di successo si era ritrovata nelle grinfie di un gruppetto che in breve l’aveva convinta dei poteri particolari della leader e del compito assegnatole nella sua cura e per il raggiungimento del suo successo.

Una volta ottenuta la fedeltà priva di remore da parte della artista, il gruppo era passato alla fase successiva (peraltro assolutamente topica in vicende simili) dell’estraniamento dagli affetti più forti, già peraltro molto allarmati. Michelle aveva quindi scelto ancora loro e per cinque anni è stata loro preda: isolata, convinta a cercare proseliti, sfruttata economicamente e poi minacciata, castigata, costretta alla solitudine ed all’astinenza.

Questo episodio di attualità ci porta a domandare: cosa sono le sette? Come si identificano? Come si riconoscono i sintomi di un indottrinamento? E come si combattono?

<Secare> in latino significa dividere ed il termine <setta> nasce per identificare, all’indomani degli strazi del secondo dopoguerra, quei gruppi spesso segreti che, inneggiando a discipline orientali, dottrine esoteriche, gruppi di autoaiuto e figli dei fiori, offrendosi  come veri e propri rifugi, hanno allontanato dalle famiglie tante persone. Apparse ben presto come qualcosa di pericoloso, all’inizio sono state combattute dai movimenti di contrasto, creati da genitori preoccupati ed ex adepti delusi, i cui metodi di deprogrammazione si sono spesso risolti in sequestri di persona ed abusi.

In altri casi ne sono nate indagini e processi, anche da noi, ma nel frattempo le sette si sono evolute e diversificate, e tutt’oggi le distinguiamo in psicosette (o movimenti del capitale umano), gruppi pseudoreligiosi, satanisti, gruppi magici, gruppi esoterici sino al più recente (e pericolosissimo) satanismo c.d. acido, di cui sono preda soprattutto i giovani e terreno di coltura i social network che, in Italia, ha portato a due tragici fatti di cronaca: le Bestie di Satana e l’omicidio della suora a Chiavenna.

Quanto è grande questo mondo in Italia? Se si cercano online ora dati numerici, se ne trovano solo di molto vecchi ([1]), persino sul sito della Comunità Papa Giovanni XXIII, fondata da don Benzi ed ora portata avanti da un noto prelato esorcista, che risalgono al 2014 e alludono a 2613 contatti, di cui 1502 richieste di aiuto.

Sì, perché dal 2002 è attivo un numero verde di contrasto – 800228866 – correlato anche alla Polizia di Stato ([2]).

E questo dimostra che la loro attività è tuttora indagata e punita, indipendentemente dalla dichiarazione di incostituzionalità della norma che puniva il plagio, avvenuta nel 1981 perché forniva una definizione troppo vacua e poco precisa.

L’attuale panorama di legge quindi prevede sicuramente la punizione di chi commetta un reato attraverso le attività e i modus operandi tipici di questi gruppi.

In una intervista rilasciata a maggio di quest’anno, Maria Carla Bocchino, primo dirigente della Polstato e già dirigente della S.a.s. ha confermato che i capi vogliono solo due cose: sesso e soldi. Ecco come, a condizioni che siano rispettate le varie componenti del reato, possono configurarsi violenza sessuale, truffe, estorsioni ed ancora circonvenzione di incapace, violenza privata, reati contro la pietà dei defunti.

Se quindi la nostra Costituzione protegge le libertà di associazione e di manifestazione del pensiero, di professione di una religione e di sua pratica, sia in privato che in pubblico (purché non sia contro la morale), i nostri giudici scrivono che per commettere truffe aggravate, maghi, curatori e chiromanti non hanno bisogno di ridurre all’incapacità di intendere e volere le loro vittime, basta che sfruttino l’eventuale fragilità, l’essere (anche temporaneamente) esposte o indifese o di ridotto livello culturale ([3]). E se lo scopo che li muove è perverso e ripugnante – come nel caso in cui mirino agli abusi sessuali – oltre a quest’altro reato ricorrerà l’aggravante dei motivi abietti e futili ([4]). E se invece che di raggiri, si tratti di intimidazioni e violenze psicologiche e minacce di mali che provengano unicamente dalla volontà del mago o del capo della setta, entreremo nell’ambito della estorsione ([5]).

Per cui, denunciate. Alle forze dell’Ordine, alle associazioni di volontariato che si occupano del tema, come Favis, Gris, Cesap. Esistono anche strutture sanitarie e centri di recupero.

Senza timore di non essere creduti.

Il sequestro di intelletto e l’abuso di intelligenza, lo stupro magico e la truffa all’adepto allocco sono ancora reato. Non si chiamano così, ma li si punisce. E con severità.

[1] Secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici (ONAP, per il vero “fermo” al 2007 nella pubblicazione) si parla(va), almeno dieci anni fa, di più di 1500 sette ove indottrinate oltre 3 milioni di persone, raggiunte tramite l’offerta di tecniche di apprendimento veloce, potenziamento del sé e memorizzazione.

[2] Le SAS – Squadre Anti Sette – sono istituite presso le singole Questure ed incardinate, a livello organizzativo, nelle Squadre Mobili, che svolgono attività investigative sia di prevenzione che di repressione, e questo è di fondamentale aiuto perché in questa materia è necessaria anzi tutto un’attività di analisi, e poi quella di contrasto, dato che non tutte le sette, non tutti i casi arrivano ad integrare reato. Ne fanno parte anche psicologi e criminologi dell’Unità Anticrimine violento della Polizia Scientifica.

[3] Cassazione penale, sezione III, 23 settembre 2005, n. 40799; più di recente sezione II, 14 febbraio 2017, n. 11114

[4] Cassazione penale, sezione III, 9 gennaio 2015, n. 5171

[5] Antolisei, Diritto penale, parte speciale, vol. 1^, Giuffrè 2002, 312

Credits immagini: formiche.net

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