Salute e Libertà di scelta

Medicine per essere Superman

Pubblicato il

di Marco Sassaro

 

L’International Journal of Drug Policy ha recentemente pubblicato uno studio, poi rimbalzato perfino sul prestigioso Nature, che evidenzia in maniera allarmante come una quantità crescente della popolazione moderna stia iniziando a fare uso delle cosiddette “smart drugs”, ovvero sostanze (perlopiù medicinali contro forti deficit d’attenzione) volte a potenziare la propria performance cognitiva.

Questi medicinali hanno la potenzialità di aumentare, a volte di molto, la produttività nel lavoro e nello studio; produttività così ambita, in effetti, che negli Stati Uniti il 30% degli intervistati ha dichiarato di aver assunto smart drugs almeno una volta nei 12 mesi precedenti all’intervista.

Logo del movimento transhumanista

La questione tocca e solletica molte questioni etiche, prima fra tutte la liceità dell’uso di medicinali con scopi che vanno ben oltre la cura di un disturbo psicologico; sono in molti, infatti, a considerare non solo che l’abuso di questi farmaci potrebbe essere nocivo, ma anche che il loro sfruttamento in ambito lavorativo o scolastico sia un po’ “barare”.

Allo stesso tempo, però, non si può certo aggirare la fragilità di un sistema etico e legale che mirasse a mettere al bando le droghe intelligenti; già adesso, in effetti, si potrebbe dire che la differenza tra “barare” e non “barare” è semplicemente definita in base ad una linea standard di “normalità” all’interno della quale non si dovrebbe usare “additivi” alle proprie capacità.

Il discorso è affascinante perché pone in campo anche le suggestioni, spesso ai limiti del fantascientifico, del trans-umanismo: il sogno di un mondo in cui l’uomo sarà sublimato in qualcosa di superiore, nel quale non avranno più senso i concetti standardizzanti di umanità o natura umana, così come non avrà più senso limitare le “protesi” all’entità umana in virtù di una supposta genuinità assunta a valore assoluto.

In questo senso, si anticipa già il diritto ad essere più che umani, trans-umani e quindi non-umani; una problematica che la contemporaneità potrà evitare sempre di meno con il progredire della tecnica e della scienza e l’aumentare delle opzioni,

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