Attualità

L’adescamento ai tempi del Coronavirus

A cura di Ilaria Prazzoli

“Resta a casa. Esci solo se strettamente necessario: per lavoro, per fare la spesa o in caso di situazioni di emergenza”. Sono ormai giorni, se non settimane, che televisione, radio e giornali ripetono instancabilmente queste parole. Siamo in tempo di pandemia mondiale, e mai come oggi è necessario rispettare le direttive che ci vengono imposte.

Quale momento migliore, allora, per dedicarsi all’ozio casalingo? Quarantena significa molto tempo libero da trascorrere tra le mura domestiche, magari navigando su internet o curiosando sui social network. Tuttavia, c’è un lato negativo in questo maggiore utilizzo della rete: si è fatto avanti proprio in questi giorni l’appello della Polizia Postale a prestare maggior attenzione alla qualità della nostra navigazione: nell’ultimo periodo sono aumentati consistentemente i casi di persone denunciate per adescamenti online.

Pedofili o truffatori sfruttano le varie piattaforme virtuali (dove qualsiasi informazione – età, residenza, professione – è reperibile in un batter d’occhio) per attirare le vittime nella propria ragnatela. Ad esserne maggiormente colpiti, i giovani e gli anziani. La presenza sempre più consistente di giovanissimi sul Web ha determinato una crescita esponenziale dei reati a sfondo sessuale a danno di minori: dai 177 casi registrati dalla Polizia Postale nel 2017, si è passati ai 202 nel 2018; e il numero continua a crescere. Le vittime, in media, hanno un’età compresa tra i 12 e i 17 anni.

Il meccanismo è, all’incirca, sempre il medesimo. L’adescatore, individuata la propria vittima, entra in contatto con lei e, lentamente, vi instaura una profonda amicizia. Grazie al conforto e alle costanti attenzioni che il malintenzionato le riserva, presto i due diventano intimi. Lui la ascolta e sembra capirla come nessun altro. Lei si fida di lui, e acconsente alle sue richieste. Tanto, qual è il rischio di inviare qualche foto a un amico? Non c’è niente di male, è per divertirsi.

Il sexting è il termine con il quale viene comunemente definito l’invio di testi o immagini dal contenuto sessuale esplicito, tramite telefono cellulare o altri mezzi informatici. Questo materiale, una volta entrato in rete, circola senza controllo. Di conseguenza, può rappresentare il mezzo perfetto per ricattare la propria vittima: ad esempio, minacciandola di rendere pubbliche le foto – o peggio, di mostrarle ai genitori – se non acconsente ad un incontro vis a vis.

Di fronte a pericoli di questo genere, è sempre bene fare molta attenzione all’utilizzo di internet, e a quello dei più giovani. Tale avvertimento vale il doppio in un momento come questo. Cadere nelle trappole online non succede soltanto nei film: dietro ad ogni nostro click potrebbe nascondersi un malintenzionato pronto a ‘’fare amicizia’’ con noi. E sta a noi saperlo riconoscere.

Per quanto riguarda gli anziani, la situazione è ben diversa, ma sicuramente non meno spaventosa. Oggigiorno, per le attuali condizioni che il Paese si trova a fronteggiare, il pericolo di incorrere in truffe telematiche è ancora più elevato. Prima si spacciavano per addetti al controllo dell’acqua, del gas o delle bollette in generale. Oggi sono operatori sanitari che si offrono di somministrare i tamponi a domicilio. D’altronde, anche i truffatori devono stare al passo con i tempi.

Il primo di questi raggiri ai tempi del coronavirus è avvenuto lo scorso febbraio a Bergamo, una delle città maggiormente colpite dal virus. Qui, i Carabinieri hanno denunciato alcuni finti tecnici dell’ATS (l’Agenzia di Tutela della Salute) che si presentavano alle porte di anziani e persone sole, dicendo loro di dover fare il tampone per il Coronavirus. I malfattori, approfittandosi della paura e dell’insicurezza delle vittime, venivano accolti nelle loro case, dove facilmente avevano accesso a denaro e oggetti preziosi.

A seguito di questi fatti, la Croce Rossa della Lombardia si è immediatamente attivata per smentire il mandato di operatori porta a porta incaricati di fare i tamponi. L’organizzazione ha messo in guardia i cittadini chiarendo che, sebbene indossino la divisa, gli individui che bussano alle porte degli anziani non sono addetti della Croce Rossa. Sono soltanto sciacalli e truffatori. Ciascuno è quindi invitato a non aprire la porta a sconosciuti ma, anzi, a segnalarli immediatamente alle forze dell’ordine.

Purtroppo, però, in questo periodo i raggiratori se ne sono inventate di ogni, e di certo non si sono accontentati di spacciarsi soltanto per finti funzionari incaricati dalla Asl. Si ha avuto segnalazioni di finte disinfestazioni di abitazioni e condomini, di pubblicità ingannevoli di disinfettanti miracolosi in realtà inefficaci; persino di vaccini per il Coronavirus. Queste fake news viaggiano rapidissime attraverso i social network, le piattaforme di messaggistica istantanea e il passaparola, e troppo spesso sfociano in gravissime truffe.

Per tutti questi motivi, la Senior Italia FederAnziani (Federazione delle Associazioni della Terza Età) ha creato un Vademecum per aiutare persone sole e over 65 – già per questo particolarmente provate dall’allarme Coronavirus – a tutelarsi anche da truffe e bufale, oltre che dal contagio stesso. Si tratta di venti semplici punti mirati a individuare le fonti affidabili dalle quali attingere informazioni sull’emergenza: uno fra tanti è il sito del Ministero della Salute.

L’Italia e il mondo intero stanno attraversando una crisi che non si vedeva forse dal secondo Dopoguerra. A ognuno di noi sono richieste collaborazione e solidarietà, perché ognuno di noi, dopo tanto tempo, è in equilibrio sulla stessa barca. Abbiate il buon senso di essere umani. Se ‘’sempre’’ è chiedere troppo, abbiatelo almeno in una situazione di drammatica emergenza.

 

FONTI

https://azzurro.it/

https://www.ilsole24ore.com

https://www.corriere.it

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