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La “spinta gentile” verso i diritti

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Di Laura Porta.

È recente la notizia dell’assegnazione del premio Nobel 2017 per l’economia a Richard H. Thaler, professore all’Università di Chicago, inventore della teoria del “Nudge” o “spinta gentile”, grazie ai suoi studi che hanno costruito un ponte tra economia e psicologia.

Thaler parte da un postulato del sapere psicologico per perfezionare la sua teoria economica, tenendo conto del fatto che gli esseri umani non sono individui razionali che agiscono secondo una logica di comportamenti finalizzati sempre a fare il proprio bene.

Spesso gli “Umani”, come li chiama Thaler (contrapponendoli agli “Econi”, esseri perfettamente razionali e probabilmente inesistenti!), agiscono influenzati dalle mode, dalla pubblicità, dal piacere inteso come godimento solitario di un sintomo (tossicomanie, dipendenze patologiche), perdendo di vista il proprio Bene o il bene della collettività.

Un concetto noto agli psicologi, che quando fanno prevenzione nelle scuole sanno che per prevenire il tabagismo o la tossicodipendenza non è sufficiente spiegare ai ragazzi che il fumo e l’eroina fanno male. Ecco il punto scabroso evidenziato dalla psicoanalisi a partire da Freud con la scoperta dell’inconscio: la trasmissione di conoscenze non modifica le pratiche, sapere che cosa sia il bene non sempre implica fare il proprio (o l’altrui) bene. Gli esseri umani possono sapere che cos’è il proprio bene ed essere semplicemente “distratti” da altro, oppure tentati dal male, oppure, come nel caso delle psicopatologie, non riuscire a perseguirlo.

In una psicoanalisi il proprio “bene” emerge in modo non dogmatico né normativo, si evidenzia grazie all’instaurarsi di una relazione di fiducia tra paziente e terapeuta, fatta di ascolto e di presenza partecipe, vigile, che possa riportare “gentilmente” il paziente a sé stesso, nel rispetto del suo percorso esistenziale riconosciuto da lui come “autentico”.

A livello più macroscopico e partendo dal principio di base della presenza di un “lato oscuro” negli esseri umani, fatto di tentazioni e distrazioni, in modo leggermente paternalistico ma non normativo, Thaler ha sviluppato la teoria del “Nudge”, un “pungolo” a fare “buone scelte”. A partire dal presupposto che ognuno di noi è libero, il paternalismo riguarda invece quella che lui chiama “l’architettura delle scelte”, un meccanismo che può influenzare il comportamento delle persone al fine di rendere più “sana” la loro vita. Esempio: in una mensa aziendale si espongono a vista gli alimenti più sani, mentre il cibo spazzatura viene collocato in zone più difficili da raggiungere. Le persone sono così pungolate a scegliere il cibo migliore, senza però perdere la loro libertà di scelta. Una strategia che si può applicare in ogni campo, dal sistema pensionistico a quello educativo e sanitario, nel bestseller del premio Nobel “Nudge. La spinta gentile” (Ed. Feltrinelli, 2009) ci sono innumerevoli esempi.

Un altro esempio è questo:

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Sì, avete visto bene, è una mosca nell’orinatoio, si trova nel bagno degli uomini dell’aeroporto di Schipol ad Amsterdam. È sempre lì, esattamente nello stesso punto, in quanto si tratta di una decalcomania.

Perché mai la società che gestisce l’aeroporto ha deciso di mettere mosche finte negli orinatoi? Il problema era che l’”imprecisione” di molti utilizzatori del bagno, spesso causata da distrazione o fretta, era tale da generare sistematicamente poco gradevoli aree bagnate sul pavimento, con la conseguente necessità di asciugare e pulire spesso il pavimento e il sensibile aumento dei costi delle pulizie. Serviva un’idea, emerse quella della mosca finta come “bersaglio”, secondo il designer Friedberger la mosca è perfetta perché “se vedi qualcosa che non ti piace, è probabile che tu voglia farci pipì sopra. Quindi una farfalla (immagine gradevole) non avrebbe funzionato, come non avrebbe funzionato qualcosa di ripugnante o minaccioso come un ragno peloso (in quel caso molti cambierebbero orinatoio)”.

L’idea della mosca finta è un tipico esempio di Nudge.

Il principio viene già utilizzato nel marketing e nella pubblicità al solo fine di aumentare i profitti dei committenti, influenzando le scelte dei consumatori non sempre nel loro interesse, si pensi al supermercato che preferisce mettere in evidenza sugli scaffali il cibo più commercializzato e succulento piuttosto che quello più salutare.

Thaler sostiene che questi meccanismi dovrebbero essere sfruttati a fin di bene, per determinare scelte che siano nel vero interesse delle persone, quindi in molti casi dovrebbero essere le autorità pubbliche, non i colossi dell’economia, a giocare un ruolo attraverso i “pungoli”. Per essere compatibile con la democrazia il Nudge non deve limitare la libertà di scelta, ma solo cercare di orientare chi sceglie a fare la “cosa giusta”.

Le obiezioni critiche alla teoria di Thaler mettono in discussione il fatto che i governi possano conoscere le vere preferenze dei singoli ed essere universalmente depositari della verità assoluta su quali scelte siano davvero le migliori per ciascuno. Le critiche fanno luce sul problema della legittimità democratica di questo approccio, senza tener conto però del fatto che la libertà di scelta è sempre e comunque garantita.

Di certo (e su queste evidenze si basa l’attribuzione del premio Nobel), la mosca finta negli orinatoi all’aeroporto di Schipol ha reso possibile una riduzione delle spese di pulizia del 20%!

Un approccio che si limita ad orientare l’attenzione verso un orizzonte più ampio rispetto al campo ristretto delle nostre abitudini e della nostra inerzia verso il cambiamento, molto distante dalla logica “correttiva” delle ricompense e delle punizioni.

Non è forse una “spinta gentile”, dunque, anche il lavoro che la Casa dei Diritti svolge, con la sua sensibilizzazione? Ci ricorda, pungolandoci, come il percorso verso la civiltà sia tutt’altro che lineare e privo di ostacoli; per intraprendere questo cammino è necessario un continuo lavoro di consapevolezza, per limitare i soprusi e affinare una sensibilità per le differenze.

 

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