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Il minore come soggetto titolare di diritti umani: la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza

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Di Roberta Cacioppo.

diritti_bambini_UNICEFIl 20 novembre di ogni anno si celebra in tutto il mondo la Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

La Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (Convention on the Rights of the Child) è un trattato internazionale di tutela dei diritti umani dei minori di 18 anni. È stata approvata dall’ONU nel 1989 (proprio nella data del 20/11), è entrata in vigore l’anno successivo e in seguito sottoposta all’approvazione degli Stati membri. Ad oggi è stata ratificata da 195 Stati.

Per la prima volta, all’interno dei Paesi che hanno omologato la Convenzione, il minore diventa soggetto titolare di diritti umani: civili, politici, economici, sociali, culturali.

La ratifica è un atto fondamentale, ma rappresenta soltanto il primo passo di un vero e proprio processo che da quel punto trae origine, e che deve muoversi nella direzione di promuovere un cambio culturale profondo: il documento originale e la sua traduzione in legge sono quindi degli strumenti, che in seguito vanno utilizzati da mani competenti e in maniera trasversale: i destinatari sono molteplici (famiglia, scuola, operatori, istituzioni locali, nazionali, comunità internazionale), e gli articoli della CR, riguardano obiettivi strategici di tipo programmatico che hanno proprio l’obiettivo di orientare i vari interventi professionali.

All’interno del documento, alcuni articoli in particolare vengono considerati degni di considerazione, perché rappresentano dei principi fondamentali, che interagiscono tra loro e si rafforzano a vicenda.

  • Principio di non discriminazione (art. 2 CRC): il minore va tutelato sempre e comunque, seguendo i diritti sanciti dalla Convenzione (ad esempio: un minore che si trovi in Italia illegalmente ha comunque diritto alla tutela sanitaria);
  • Principio del superiore interesse del minore (art. 3 CRC): in tutte le decisioni relative a un minore, l’interesse superiore nei suoi confronti deve avere una considerazione preminente Ogni decisione che lo riguarda, quindi, ha l’obiettivo di promuovere il suo benessere psicofisico di privilegiare l’assetto di interessi più favorevole a una sua crescita e maturazione equilibrata e sana: questo significa che i diritti dell’adulto possono passare in secondo piano rispetto a quelli del minore, per esempio in caso di decisioni su affidamento o adozione);
  • Diritto alla vita, alla sopravvivenza, allo sviluppo (art. 6 CRC): tutti gli Stati aderenti devono garantire lo sviluppo psico-fisico bambino, cioè la sua sopravvivenza e il suo sviluppo;
  • Principio di partecipazione e rispetto per l’opinione del minore (art. 12 CRC): il minore ha diritto di esprimere la propria opinione, e il suo parere deve poter contare; in questo modo bambine, bambini, ragazze e ragazzi diventano pienamente soggetti di diritto. Questo principio fornisce un mezzo attraverso il quale gli Stati possono realmente interagire con i minori, nel loro interesse. Non deve trattarsi di una concessione formale, ma sostanziale, poiché la partecipazione è un meccanismo intrinseco di risoluzione dei problemi, in cui si da al minore lo spazio di dare il proprio contributo. Il significato nuovo e più profondo di questo diritto dovrebbe indurre a stipulare un nuovo contratto sociale, che li riconosca pienamente come soggetti degni di essere protetti, ma anche titolari della partecipazione ad ogni questione che li riguardi.

La Convenzione completa è costituita da 54 articoli in totale.

Esistono inoltre tra protocolli opzionali, che diventano vincolanti solo all’interno dei Paesi che hanno votato per la loro ratifica.

Riguardo allo specifico dell’Italia: sono ormai trascorsi 25 anni dalla ratifica, che è avvenuta con l’entrata in vigore della legge 176 del 1991. Su tutto il territorio sono oggi 91 le associazioni del Terzo Settore che a vario titolo si occupano della CRC: il loro compito (coordinato da Save the Children) è quello di preparare il Rapporto sull’attuazione della Convenzione sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza in Italia. Su questo sito è possibile approfondire l’attività del gruppo, che lavora per ottenere una maggiore ed effettiva applicazione della CRC e dei suoi Protocolli Opzionali in Italia attraverso un monitoraggio “indipendente, permanente, condiviso e aggiornato”.

OrdinePsicologiLombardiaL’Ordine degli Psicologi della Lombardia ha promosso nel 2016 un progetto importante, basato proprio sulla Convenzione e sui principi in essa contenuti: “La psicologia per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza – Feeling Children’s Rights”.

Diversi soggetti seduti allo stesso tavolo per lavorare direttamente sulla CRC, a supporto del percorso verso la creazione di un Sistema Regionale Lombardo di Protezione e Promozione della Tutela dell’infanzia e dell’adolescenza, attraverso un’azione mirata a coinvolgere trasversalmente, il piano politico, economico, cooperativo, sociale e professionale, col fine di supportare la rete regionale di conoscenza, di prevenzione e tutela nello specifico dei diritti di bambini/e e adolescenti, in una modalità operativa senza precedenti.

Lo psicologo ha, infatti, un ruolo strategico nell’accompagnamento della crescita e nella garanzia del benessere delle nuove generazioni: avere cura della Salute significa occuparsi del benessere bio-psico-sociale dell’individuo, prendendo le mosse proprio dal rispetto dei diritti umani, che ne rappresentano il contesto primario e l’orizzonte valoriale di riferimento.

In chiusura, ci sta a cuore mettere in risalto il fatto che il 15 novembre u.s. sia entrato in vigore il IV Piano nazionale di azione e di interventi per la tutela dei diritti e lo sviluppo dei soggetti in età evolutiva 2016/2017, che ha individuato alcune priorità tematiche:

  1. Linee di azione a contrasto della povertà dei bambini e delle famiglie
  2. Servizi socio educativi per la prima infanzia e qualità  del sistema scolastico
  3. Strategie e interventi per l’integrazione scolastica e sociale
  4. Sostegno alla genitorialità, sistema integrato dei servizi e sistema dell’accoglienza.

Come scritto nel testo di legge stesso: “L’aspetto innovativo di  questo  Piano  di  azione  è  la  forte integrazione tra Amministrazione centrale, Regioni ed enti locali  ad un livello sia politico sia tecnico, anche attraverso la costituzione di  un   Coordinamento   tecnico-scientifico   composto   da   membri dell’Osservatorio rappresentanti le Regioni, l’Anci e da realtà  non appartenenti ad Amministrazioni pubbliche.”

Per approfondire più nel dettaglio il tema della violenza contro i minori, puoi leggere qui.

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