Attualità

Il diritto alla felicità: istruzioni per l’uso

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Di Roberta Cacioppo.

Gli esseri umani sono per natura impregnati di emozioni, ma sembrano faticare sempre più ad accettarle nella loro fisiologicità e alternanza.

L’inizio del nuovo anno ci ha sollecitati proponendoci un paio di notizie che stuzzicano la capacità di ciascuno di noi di avere a che fare con le proprie emozioni.

Negli Stati Uniti, Laurie Santos, docente di psicologia e scienze cognitive alla Università di Yale, ha messo in piedi il corso più frequentato in assoluto nella tricentenaria storia dell’ateneo statunitense: Psicologia positiva. Forse sarà anche perchè negli USA il diritto alla felicità è persino sancito all’interno della Costituzione?

Quasi contemporaneamente a questa notizia, i media ci hanno ricordato che Cliff Arnall – uno psicologo dell’Università di Cardiff – 13 anni fa avrebbe individuato tramite una complessa equazione la giornata più triste dell’anno: il terzo lunedì di gennaio.

Nel frattempo, inoltre, è stato pubblicato un ricchissimo Atlante delle emozioni umane, scritto da Tiffany Watt Smith – ricercatrice presso il Centre for the History of the Emotions -. Si tratta di una sorta di enciclopedia contenente decine di definizioni di stati d’animo osservati e studiati in pressoché tutte le culture del mondo: uno strumento utilissimo per soddisfare qualche curiosità, ma anche per definire emozioni che a volte sembrano non avere nome, e che scopriamo esistere, eccome!

Già qualche tempo fa ci eravamo occupati di un tema avente a che fare con le emozioni. La questione sostanziale, oggi come allora, ha a cha fare con l’essenza stessa dell’essere umano: la sua auto-consapevolezza e la possibilità di pensarsi anche attraverso la qualità, l’intensità e la condivisione dei propri vissuti emotivi.

Lo spazio che certe notizie prendono sui media in un periodo delicato come l’inizio del nuovo anno, quindi, potrebbe avere proprio a che fare con il bisogno delle persone di trovare nuovi obiettivi, motivazioni e strumenti per investire le proprie energie nel futuro a breve e medio termine.

felicitaIn questo senso, pensare di poter investire sul proprio benessere è certamente un motore auspicabile, ma è fondamentale capire come riuscirci. Troppo spesso, infatti, la felicità viene incessantemente ricercata e rincorsa, con il rischio di colpevolizzarsi ulteriormente perché si ha la sensazione di un riuscire a stare bene “anche se non ho motivi nella vita per essere triste”. La questione è essere appagati e sereni significa anche passare attraverso le emozioni negative, non negarle. Cercare di eliminare ciò che non ci piace, infatti, non fa altro che lasciarci immobili di fronte a quelle stesse emozioni; è il passarci attraverso, invece, che ci permette non solo di provare qualcosa di nuovo, ma anche di metterci via un’esperienza importante: “sono riuscito a uscirne una volta, ci riuscirò ancora”. Lo stress diminuisce anche così: diminuendo le occasioni in cui si pretende da se stessi di essere diversi da come si è.

Le notizie che abbiamo letto sopra, quindi, così come gli oroscopi che a cavallo dei periodi di cambiamento imperversano ciclicamente, servono all’essere umano per ricordargli che i momenti avversi ci saranno sempre, e che ciascuno di noi ha il diritto di affrontarli per come è, con le risorse che ha, o magari anche con qualche aiuto, ma mai negando a se stesso la possibilità di stare in contatto con le proprie emozioni.

Riassunto: Gli esseri umani sono per natura impregnati di emozioni, e ciò che li rende speciali è proprio la possibilità di assaporarle tutte. Qualcuno le insegna, altri consigliano come cercarle, oppure evitarle. L’importante è non cercare di fare senza.

Credits Immagini: www.youtube.itwww.rds.it

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