Cultura vs. Discriminazioni

I segreti (insegnamenti) di Brokeback Mountain

A cura di Nicole Pastore

 

I segreti di Brokeback Mountain racconta una storia d’amore tanto passionale quanto straziante. È la storia di due ragazzi, Jack ed Ennis, di meno di vent’anni all’inizio del racconto, i quali un’estate si ritrovano a lavorare insieme come pecoraio e addetto al campo a Brokeback Mountain. Questo luogo dal nome immaginario descrive un’America del Far West, una natura selvaggia abitata da cowboy, rurale e un po’ cruda. 

Durante la loro esperienza lavorativa Jack ed Ennis iniziano a legarsi in una forte passione che non sembra neanche amore, ma piuttosto puro sesso. Jack ed Ennis sembrano omofobi e forse lo sono, come lo è la società in cui vivono. “Mica sono un finocchiodice Ennis tra le prime pagine e subito Jack lo segue: “Neanch’io. Mai capitato prima. Riguarda solo noi”.

Nessuno dei due aveva mai avuto una relazione omosessuale prima di quel momento, Ennis era già fidanzato con Alma Beers (che in seguito diverrà sua moglie), eppure in quelle pagine di notti e giorni passati a fare sesso, i due ragazzi sembrano volersi un bene diverso da quello di due amici. Inizialmente pare quasi un impulso dovuto alla solitudine, al lavoro (che iniziano presto a considerare poco), al paesaggio, alla vita in quell’istante. Pare quasi una voglia destinata a finire con il loro pesante saluto, che nessuno dei due vuole accettare come addio, senza ammetterlo. 

Si rivedono quattro anni dopo, sposati, con figli, iniziano ad avere una relazione clandestina che sembra sempre frenarsi proprio sul punto di diventare qualcosa di più. Che cosa stiano facendo e perché sembrano quasi non saperlo. Forse non hanno bisogno di etichette, ma solo di passare del tempo insieme. I loro rispettivi matrimoni non funzionano, ma la loro relazione sì: si amano. Ma non sono finocchi, riguarda solo loro due. Quella frase, “riguarda solo noi”, la si associa agli amanti, indipendentemente dal loro sesso. L’amore che stanno vivendo riguarda solo loro, nessuno può capirlo. Può un amore essere più grande di questo? La loro relazione va avanti per una ventina di anni, vedendosi qualche volta l’anno: non è abbastanza per nessuno dei due, ma che cosa si può fare?  

Per tutti gli anni raccontati in poche parole, sembra che il maggiore sentimento insieme ad un amore “impossibile”, sia l’impotenza di cambiare la (loro) storia. Tra problemi economici e una società spaventosamente opprimente, la vita scivola dalle loro mani troppo velocemente e non fanno in tempo a recuperarla. Jack negli anni sembra capire e accettare più di Ennis la propria persona, sembra riconoscersi per ciò che è, ma Ennis no. Ennis è sempre troppo spaventato e bloccato da quello che la società potrebbe dire o fare di loro. È solo quando Ennis apprende dell’incidente di Jack che si libera di quell’impotenza e viene schiacciato da un grande rimpianto. L’incidente di Jack forse non è stato davvero un incidente: non ne abbiamo la certezza, ma potrebbe essere stato vittima proprio della società omofoba in cui viveva. Comunque sia andata, viviamo insieme ad Ennis il peso di tutto ciò che non è stato detto, fatto, ammesso o confessato nei vent’anni di storia che avevano alle spalle. Sentiamo con lui il peso di ciò che poteva essere, ma non è stato e mai sarà.

Sembra impossibile che 52 pagine racchiudano una storia d’amore così. E vi dirò di più: non solo è stupendamente possibile, ma è anche molto più di questo. È un romanzo che vale in ogni epoca perché ci grida di non lasciar scappare la possibilità di una felicità nascosta, difficile, ma incredibilmente soddisfacente. Sembra un grido disperato di tutte quelle persone che come Jack ed Ennis ce l’hanno fatta a metà e un caloroso invito a non mollare.

Nonostante negli ultimi anni sembri esserci stata una crescita dei diritti LGBT soprattutto in Europa, la situazione a livello globale non è rosea. In troppi paesi l’omosessualità è ancora considerata un crimine, punibile con pene che a volte, purtroppo, arrivano persino alla morte. E se questo ci sembra troppo lontano dal mondo in cui viviamo, ci sembreranno sicuramente più vicine alla nostra realtà le numerosissime lotte in corso per ottenere diritti come l’unione o l’adozione da parte di coppie LGBT.  Nel 2019 l’omossessualità era considerata illegale in settanta Stati, mentre solo una decina di Stati al mondo garantiscono la protezione dalle discriminazioni direttamente a livello costituzionale e, nonostante altri la garantiscano a livello lavorativo, non è ancora abbastanza

È bene ricordare i progressi e gli obiettivi raggiunti, ma teniamo sempre a cuore quell’invito a non mollare e non fermarci. Cambiamo il mondo per fare in modo che siano sempre meno le storie a metà e che tutti possano vivere amori unici.

FONTI:

tg24.sky.it

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