Diritti e discriminazioni

“I meridionali sono inferiori”: il pregiudizio che ha stufato

A cura di Ilaria Prazzoli

 

Dopo il colore della pelle, l’orientamento sessuale e la disparità di genere, eccoci approdati alla nuova frontiera della discriminazione 2.0: oggi, la discriminazione colpisce anche i meridionali. Una triste consuetudine che sembrava ormai morta e sepolta. 

Io credo che nessuno del Nord abbia voglia di trasferirsi, per esempio, in Campania. Ma perché dovrebbero, poi? Per fare i parcheggiatori abusivi? Io credo che i meridionali, in molti casi, siano inferiori.

Così ha esordito il direttore di «Libero» Vittorio Feltri, a Fuori dal Coro, in onda lo scorso 21 aprile su Rete4. Mario Giordano, il conduttore della trasmissione, gli aveva chiesto un parere sull’annuncio del governatore della Campania, Vincenzo De Luca, di chiudere i confini campani nel caso in cui le regioni del Nord dovessero ripartire prematuramente. Le parole di Feltri non lasciano spazio all’immaginazione: i nordici sarebbero superiori ai meridionali. 

Non a caso, infatti, molti personaggi di spicco sono insorti contro di lui, accusandolo di aver violato la legge Mancino, che sanziona le manifestazioni di violenza e discriminazione. Poco dopo, sono arrivate anche le prime citazioni in giudizio: i reati di cui è accusato Feltri sono quelli di istigazione all’odio e propaganda razzista. Per quanto assurdo possa sembrare, infatti, ci troviamo di fronte a una discriminazione con la D maiuscola. Ma Feltri non è il solo a doversi dolere del proprio comportamento: lo stesso Mario Giordano è stato duramente ripreso per non aver controbattuto alle accuse diffamanti, ma anzi, per averle quasi apprezzate, con tono divertito. 

La testata giornalistica «Libero» è nota per i suoi toni forti e dichiaratamente estremisti. Lo stesso Feltri si è spesso reso fautore di numerosi interventi razzisti o diffamatori; da anni i tribunali di tutta Italia lo vedono protagonista di controversie e vicende giudiziarie, e le condanne per diffamazione a suo carico sono ormai decine. Dunque, le sue affermazioni su Rete4 non hanno sorpreso nessuno: Feltri continua a mantenersi coerente con la sua linea discriminatoria. Eppure, la domanda sorge spontanea. Davvero, nel XXI secolo, esistono ancora persone che discriminano un essere umano per la sua provenienza? Ebbene sì, di questi casi ne è pieno il mondo. Ma che la discriminazione provenga da un italiano (peraltro direttore di un quotidiano) verso un altro italiano, rasenta l’illogicità. Il ritorno allo stereotipo del “meridionale fannullone” – che sembrava ormai superato – mostra quanto in realtà certi pregiudizi,  totalmente assurdi, siano ancora profondamente radicati e difficili da estirpare. 

La sua dichiarazione ha inevitabilmente sollevato un polverone su media e social, scatenando la reazione indignata di personaggi pubblici e non. Molti, abituati all’estremismo di Feltri, hanno preferito non dare credito a parole chiaramente prive di fondamento. Altri, invece, sono insorti fieramente a difesa della propria provenienza. Un video, in particolare, ha ottenuto grande successo sui social network. Si tratta di uno sketch di pochi minuti realizzato dai Sansoni, una giovanissima coppia di comici palermitani. Nel video, i due fingono di scrivere una mail di risposta a Vittorio Feltri. Basta veramente poco perché la loro semplice ma brillante comicità smonti le accuse del direttore. 

“Carissimo Direttore, siamo due meridionali inferiori”. 

No! se già hai detto meridionali, non puoi dire anche inferiori: sono sinonimi! Hai mai visto un meridionale superiore?

Hai ragione, ho sbagliato. “Carissimo Direttore, siamo due inferiori. Qualora volessimo essere promossi a esseri superiori, che cosa ci servirebbe? Secondo lei basta che ci trasferiamo al Nord, o dobbiamo fare un concorso specifico? Da cosa si capisce se uno è inferiore o superiore? Solo dalla provenienza geografica? Secondo il nostro inferiore parere, non esistono persone superiori o persone inferiori, ma esistono le persone. Secondo noi non esistono quelli del Nord e quelli del Sud, ma esistono gli italiani. Non esistono i bianchi e i neri, ma esistono gli esseri umani. Quindi se lei vuole per forza “essere” qualcosa, non si deve preoccupare né di essere superiore, né di essere inferiore: basta essere umano. In attesa di una sua cordiale risposta, noi comunque le diciamo grazie. Grazie, perché da quando sono arrivati gli immigrati noi meridionali ci sentivamo messi da parte: nessuno se la prendeva più con noi. Ma lei non ci delude mai. Grazie e arrivederci”.

Nei giorni successivi all’intervento di Feltri, inoltre, decine di edicole del Sud hanno deciso di sospendere la vendita del quotidiano «Libero». Le insegne esposte fuori dalle vetrine riportano annunci di una satira raffinata: “Essendo meridionali inferiori, non siamo in grado di comprendere gli arguti articoli di questa testata giornalistica indipendente. Ci voglia scusare il direttore.” Ovviamente, anche le immagini di questi cartelloni hanno fatto il giro dei social, ricevendo l’approvazione e il sostegno di tutta Italia, non solo del Sud.

È drammatico che soprattutto oggi, in un momento in cui ogni metro quadrato del territorio italiano dovrebbe stringersi e sostenersi, vi siano ancora voci che istigano all’odio e alla discriminazione. I Sansoni ribadiscono di essere umani: un concetto basilare, che ultimamente sembra sfuggire a molti. 

L’Italia e il calore del suo popolo sono noti in tutto il globo. Il Nord è la frenesia della città e il risotto allo zafferano. Il Sud è l’odore della salsedine e i vicoletti dell’entroterra. E il Centro? Un’apoteosi di storia e di cultura da fare invidia al mondo intero. Sono terre diverse, è vero, ma ognuna a suo modo speciale. Ed è proprio l’unione di queste culture a fare dell’Italia il meraviglioso Paese che è. 

FONTI:

repubblica.it

thewam.net

youtube.com

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