Attualità

Doveri verso i figli: se sei famoso potresti averne meno?

Di Roberta Cacioppo

Quando ex marito ed ex moglie sono famosi, le questioni familiari possono diventare talmente poco private da far sì che persino i fans diventino soggetti attivi nelle complesse – e spesso conflittuali – dinamiche relazionali che si sviluppano.

Due storie. La prima: una vicenda fra tante.

A Milano – qualche anno dopo la separazione – un ex marito e una ex moglie continuano a litigare, come se il tempo non fosse passato. La mamma vive con 2 figli nella casa comprata dall’ex, che continua a pagar il mutuo, oltre alle bollette e all’assegno di mantenimento per i minori. Nei periodi in cui il conflitto tra i genitori è più acceso (magari perché non riescono a mettersi d’accordo sullo specialista che deve visitare uno dei figli, o perché lui si lamenta del fatto che lei ancora non abbia trovato un lavoro), il papà non paga le bollette, e allora mancano la luce o il gas, e la vita in casa si fa decisamente complicata. Però a volte succede anche che il papà non paghi queste cose perché proprio non riesce ad arrivare a fine mese, dovendosi pagare un affitto in una casa che non è la sua, con le relative spese e quant’altro sia necessario per vivere. Difficilissimo tenere la questione in equilibrio, anche per i Servizi Sociali coinvolti dal Tribunale, proprio avendo notato l’immobilità di questi genitori che sembrano bloccati in un conflitto talmente acceso da rendere invisibili i bisogni dei loro figli e che attraversano anche un obiettivo periodo di difficoltà economica estrema.

La seconda storia: una vicenda peculiare.

Due personaggi molto famosi, che sin dall’inizio hanno vissuto la loro storia sotto i riflettori, sono ormai da anni separati, ma il conflitto è ancora altissimo, e anche nel loro caso sembra essere la figlia quella che rischia di perdere di più. Oggi, lui si vede portato in tribunale e ne esce con la casa confiscata: il giudice l’ha condannato perché da 6 anni non paga gli alimenti per la bambina. Stiamo parlando della vicenda che vede protagonisti Morgan e Asia Argento, solo poche settimane fa di nuovo sulla ribalta per i loro affari personali. Online sono reperibili comunicazioni di entrambi, contenenti commenti sulla vicenda, che ovviamente dall’esterno sembra inestricabile, ma in questo caso nemmeno ci interessa troppo cercare di dirimerla. L’unica informazione che è riferita da entrambi riguarda il pignoramento della casa di Morgan, ordinato dal tribunale di Monza perché lui possa rientrare economicamente dei soldi necessari per versare gli assegni di mantenimento arretrati. Fino a qui, le differenze tra le due situazioni non sembrano così grandi: matrimoni finiti male, conflitto fortissimo che purtroppo ha conseguenze dirette anche sui figli – loro malgrado coinvolti -, problemi economici che in un certo momento sembrano insanabili.

morgan02Ma: nel caso di Asia Argento e Morgan, accade che un gruppo di fans di quest’ultimo scriva una petizione, diffusa attraverso una nota piattaforma online. In questa richiesta, – intitolata “Lasciamo a Morgan la sua casa” – l’opinione pubblica viene sollecitata a “trascendere la dimensione individuale”, cioè a guardare oltre la difficoltà e il dolore di questa ex-coppia, per intervenire concretamente in aiuto del proprio idolo. Sono creativi, e chiedono quindi due cose: innanzitutto l’applicazione della legge cosiddetta “salva-suicidi” (legge 3/2012). Una norma che introduce quello che da qualcuno viene chiamato “principio di sopravvivenza”: consentendo la riduzione del debito in funzione delle proprie disponibilità economiche (e quindi permettendo una dignitosa sussistenza della famiglia del debitore), con la possibilità di una dilazione nel tempo, e permettendo così al debitore di tornare a essere soggetto economicamente attivo. Secondariamente, propongono che l’abitazione del cantante venga considerata “patrimonio artistico di Monza” (la città in cui risiede), così da poterla preservare e conservare, sottolineando l’affezione per il luogo che definiscono “la culla dell’arte di Morgan”, perché lui lì ha il suo studio di registrazione, il suo pianoforte e tutti gli strumenti con cui compone, ed è il posto dove ha scritto molte delle sue canzoni, “che rimarranno per sempre tra le sue cose più belle”. Non mancano, nella petizione, di cogliere e sottolineare anche qualcosa di molto personale riguardante il musicista, quando fanno riferimento alla sua statura artistica, ma anche alla sua sensibilità e fragilità nei momenti di “urto degli scontri con la realtà”.

Potrebbe succedere, quindi, che la notorietà di Morgan lo renda più fortunato di altri, permettendogli di affrontare con la testa un po’ più alta una situazione indubbiamente drammatica. Potrebbe. Ma ancora non si sa, perché un movimento nella direzione sperata dai fans aprirebbe un varco importante e forse pericoloso nella declinazione dei diritti e doveri soggettivi di ciascun libero cittadino.

Certo: una vicenda del genere fa comunque molto pensare.

Image credits: sologossip.it e pmi.it

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