Diritti e discriminazioni

Dentro la coppia si può parlare di parità di genere?

A cura di Giorgia Borgo

 

In ambito di discriminazioni di genere si sente spesso parlare di gender pay gap relativo al mondo del lavoro, ma più raramente si parla di come il genere influenzi la vita familiare. Certo provocano rabbia e tristezza gli episodi di violenze fisiche o verbali nei confronti delle donne, come il femminicidio. Ma nella quotidianità di una famiglia eterosessuale in cui la violenza non è contemplata, come agisce il genere?

Storicamente parlando, nelle famiglie eterosessuali si è assistito a una netta divisione fra i compiti familiari maschili e femminili, facendo gravitare un peso maggiore sulle spalle delle donne. Infatti, il maschio veniva considerato male breadwinner, cioè lavoratore e dedito al mondo produttivo per avere un guadagno da portare a casa, mentre la donna era (ed è tutt’ora) definita care-giver in quanto si occupa delle questioni relative alla sfera familiare. 

Questa visione, seppur sia parte del senso comune, è costruita socialmente, così come lo è la distinta separazione delle sfere maschile e femminile. Nel mondo occidentale, infatti, le differenze biologiche vengono reiterate nel genere, creando cioè quell’insieme di comportamenti e aspettative che la società si aspetta da una persona di genere maschile o femminile. Il patriarcato nel corso del tempo ha cristallizzato questa visione binaria e dicotomica, ma grazie all’intreccio di diversi fenomeni oggi si sta assistendo a un cambiamento anche nelle sfere quotidiane.

Infatti, grazie all’aumento dell’istruzione delle donne, ai movimenti femministi a favore di una maggiore equità e all’ingresso delle donne nel mondo del lavoro, questa divisione si è allentata, anche se ancora non è stata del tutto eliminata. Oggi le donne hanno maggiore possibilità di fare carriera, seppur siano esposte al soffitto di cristallo per cui hanno maggiori ostacoli al raggiungimento delle posizioni ai vertici, e la divisione dei compiti familiari deve essere rivisitata. 

La maggior flessibilità del mondo del lavoro, sommata a tutti gli altri fenomeni, ha portato a una riscoperta del ruolo di padre. Infatti, rispetto al passato, le scelte riguardo ai figli vengono prese attraverso una discussione fra due membri della coppia e anche i padri si fanno portatori delle cosiddette mansioni familiari, un tempo destinate solo alle donne. Non è raro che siano i padri a preparare la cena oppure che si occupino della supervisione dei compiti dei loro figli, lasciando alle madri quello spazio per se stesse che prima era loro tolto a causa delle responsabilità familiari. 

Questo, seppur così scontato, è un grande passo in avanti per tendere verso una parità entro la sfera familiare, ma non è abbastanza. Infatti, una ricerca della sociologa M. Naldini ha dimostrato come si debba passare dalla conciliazione alla condivisione dei suddetti ruoli. Se la conciliazione grava sulle donne in quanto le obbliga a trovare un equilibrio fra le responsabilità derivanti dal lavoro e quelle della famiglia (in sociologia si parla di doppio lavoro delle donne), la condivisione permette di trovare il giusto equilibrio. 

Non è quindi sufficiente incastrare le varie mansioni della coppia per far combaciare la sfera lavorativa e familiare dei partners, ma sarebbe auspicabile un vero e proprio atto di condivisione che trasformi nel profondo i rapporti fra i due generi. Inoltre, la stessa ricerca ha dimostrato che anche nelle coppie più paritarie dopo la nascita dei figli si retrocede a uno sbilanciamento delle responsabilità familiari, gravando sempre sulla parte femminile che deve occuparsi dei nascituri e della casa. Questo perché la visione che vige è quella di una separazione fra i compiti, stereotipata fra maschile e femminile

La parità di cui tanto si sente parlare deve essere modellata, così come dovrebbe venire modificata la percezione dei compiti assegnati a ciascuno dei due generi. Per fare questo, sicuramente servirebbe partire dai primi insegnamenti che vengono posti in essere dai genitori stessi e dalle scuole, ma è necessaria anche una riflessione personale che possa far emergere questa radicata disparità.

 

FONTI

2019, Leccardi, La trasformazione dei rapporti di genere, in Enciclopedia Treccani Europa, volume III, Europa Culture e Società, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, pp. 375-84

2018, Naldini, Diventare genitori fra divisioni e compiti, Il Mulino, 2016.

CREDITS

 Copertina

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *