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Cohousing, il modello abitativo che parte dalle persone. Intervista a Nadia Simionato.

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Di Pietro Cobor.

Nadia SimionatoSe ne parla tanto ma pochi hanno un’idea precisa: il cohousing è un modello abitativo in forte crescita nel nostro Paese. Abbiamo chiesto maggiori informazioni a Nadia Simionato, CEO di Newcoh – Cohousing.it

Cos’è il cohousing?

Il cohousing è un modello abitativo che parte dalle persone, nato come risposta a un desiderio sempre più forte di socialità e di condivisione, oltre al bisogno di uno stile di vita sostenibile. In pratica, è una versione evoluta dei rapporti di buon vicinato: già ampiamente diffuso nell’Europa del nord e nei paesi anglosassoni, ha preso piede anche in Italia da una decina d’anni, grazie al lavoro precursore e pionieristico di Newcoh (tramite il portale www.cohousing.it con 23.000 iscritti), organizzazione che per prima (a partire dal 2006) ha promosso il cohousing in Italia.

Dove è nato?

Storicamente, il cohousing nasce e si diffonde in Danimarca a metà anni ’60 per iniziativa dell’architetto danese Jan Gudmand-Høyer che nel 1964 raccoglie un primo gruppo di amici con i quali condivide l’idea del cohousing.  La sua intuizione è che in società dominate dal lavoro e dalla coesistenza forzata nelle grandi città sia necessario ricreare il clima e i “servizi” offerti dal vecchio villaggio.  L’idea di abitare in coresidenza “a servizi condivisi”, ma anche il bisogno di vivere evitando la solitudine e l’isolamento, ha originato il successo del cohousing in Danimarca, testimoniato dalla realizzazione di ben ventidue insediamenti tra il 1970 e il 1982.  Le esperienze di cohousing si sono rapidamente diffuse nel resto del mondo, dal Canada agli Stati Uniti (particolarmente in California) dove oggi si trovano importanti modelli di riferimento, tra cui quello di Vancouver e lo Swan’s Market di Oakland.


CohosuingChiaravalleEsternolowCome funziona e come viene sviluppato un progetto di Cohousing?

Un progetto di cohousing parte solo con l’adesione preventiva dei futuri abitanti. Le persone si aggregano sulla base di una visione comune di qualità della vita collaborativa e solo in seguito il progetto vero e proprio parte (con almeno il 50% dei futuri abitanti, costituiti in gruppo promotore). Questa formula innovativa comporta uno spostamento della committenza dall’impresa immobiliare all’utente finale, ossia il futuro abitante che incide su ogni passaggio del progetto.

Il cohousing è una scelta di abitare in comunità di vicinato elettivo condividendo spazi e servizi comuni utili a migliorare la qualità della vita e la loro gestione. Non solo, il cohousing è un modello che consente economie di scala importanti rendendo efficace l’azione del Gruppo di Acquisto (prezzi di acquisto della propria casa inferiori a quelli di mercato, spazi comuni ampi ed attrezzati, servizi ad alto valore aggiunto e a costi sostenibili).

Tipicamente abitati da 30-40 famiglie che si sono scelte e che hanno deciso insieme cosa condividere e come gestire gli spazi condivisi (tramite la progettazione partecipata), gli insediamenti in cohousing vedono sempre la compresenza di spazi abitativi individuali e di spazi comuni (fino al 10-15% del totale della volumetria costruita).   Le coresidenze sono realizzate in edifici/strutture preferibilmente recuperati. Non seguono criteri omogenei di organizzazione degli spazi e dei servizi (sono tutti esempi “originali”) e sono abitate da comunità laiche, inter-generazionali e molto stabili.

Ci fa qualche esempio concreto di Cohousing in Italia?

Oltre ai 4 progetti già realizzati (2009 – Urban Village Bovisa a Milano; 2010 – Cohlonia Club Residenziale a Pisa; 2010  – Cosycoh il Cohousing in affitto per giovani in via Ripamonti a Milano e nel 2012 – TerraCielo a Rodano in provincia di Milano), Newcoh ha in corso due importanti iniziative: si tratta di “Cohousing Chiaravalle”, a Milano, in via S. Arialdo 91, di fronte alla celebre Abbazia di Chiaravalle dove a breve avranno inizio i lavori di recupero e trasformazione della Cascina Gerola, un progetto attento a recuperare il valore storico di questo edificio del 1600, con l’integrazione delle più alte tecnologie costruttive, impiantistiche e domotiche. Vi saranno alloggi da 50 a 200 mq, in Classe energetica A, con riscaldamento di pannelli a pavimento alimentati con pompa di calore acqua e fotovoltaico.

COVENTIDUE terrazza comuneIl secondo progetto è “COventidue” e riguarda uno storico palazzo in stile Liberty nel centro di Milano, in Corso XXII Marzo 22. È il primo progetto di cohousing in centro città. Vi saranno circa 60 appartamenti di diverso taglio e dimensione, con progettazione su misura. A COventidue ci sarà spazio per il co-working,  una sala polifunzionale, una lavanderia/asciugheria, una foresteria, area giochi per i bambini, un’area wellness, un deposito bike, un’area pet e tutto quello che i cohouser desiderano. Progettista di CoVentidue è l’Architetto Leopoldo Freyrie con lo Studio Freyrie Flores Architettura. Partner dell’iniziativa è: Harley Dikkinson, attivo in progetti di finanza partecipativa.

NewCoh- Cohousing.it è in via Carlo Vittadini 5 a Milano (tel. 02-87168575).   Web: www.cohousing.it  Facebook: Cohousing

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