Cultura vs. Discriminazioni

Black Lives Matter: il coraggio della verità

A cura di Francesca Fenaroli

Il romanzo per ragazzi The Hate U Give (Giunti, 2018), opera di debutto dell’autrice afroamericana Angie Thomas, ha costituito nell’America contemporanea un caso editoriale di spicco, tanto da rimanere in vetta alle classifiche del New York Times per ben 50 settimane. La traduzione in più lingue inoltre ha consentito a un pubblico internazionale di lettori, giovani o meno, di entrare in contatto con tematiche scottanti quali la rivendicazione di diritti civili e sociali da parte della comunità afroamericana negli Stati Uniti. The Hate U Give segue la vicenda di Starr, una teenager che assiste all’uccisione dell’amico d’infanzia Khalil da parte di un agente di polizia. Nel momento in cui la protesta perché il caso di Khalil ottenga giustizia diventa guerriglia, Starr è l’unica persona in grado di raccontare la verità dei fatti facendo sentire la sua voce — anche a costo della sua stessa vita.

Il romanzo nasce inizialmente come una storia breve, redatta da Angie Thomas quando ancora frequentava il college; tuttavia l’autrice riprende in mano questo progetto solo tra il 2014 e il 2015, in seguito all’uccisione da parte della polizia di quattro ragazzi afroamericani. Il sostrato ideologico su cui poggia The Hate U Give è infatti il movimento Black Lives Matter, sorto per dare giustizia proprio a casi come quelli di Trayvon Martin, Mike Brown, Tamir Rice e Sandra Bland.

L’organizzazione Black Lives Matter è iniziata sui social network, sotto forma di hashtag utilizzato nel 2012 da tre donne afroamericane, Alicia Garza, Patrisse Cullors e Opal Tometi, dopo l’assoluzione dell’assassino di Trayvon Martin, diciassettenne ucciso a colpi di arma da fuoco in Florida. L’obiettivo iniziale era quello di una protesta radicale e connotata politicamente nei termini di una presa di posizione economica, politica e sociale della comunità afroamericana, in risposta alla violenza e al razzismo istituzionalizzato dello Stato. Lo slogan conosce fin da subito una diffusione rapidissima, in quanto capace di condensare la complessità di questioni come police brutality, ineguaglianza etnica e giustizia sociale in un motto breve e facile da ricordare.

Ben presto Black Lives Matter esce dai social network e prende piede, tra il 2013 e il 2014, nelle proteste in seguito agli omicidi di Oscar Grant, Michael Brown, Eric Garner e Freddy Gray, tutti afroamericani, tutti disarmati, tutti vittime della brutalità della polizia, impunita o addirittura spalleggiata dalle istituzioni statali. Il movimento assume così una rilevanza sempre maggiore, consolidandosi in una struttura dal carattere non centralizzato, che si appoggia su organizzazioni locali e forme di aggregazione spontanea dal basso. Un punto di svolta si ha in occasione delle proteste a Ferguson, nel Missouri, dove, dopo l’omicidio di Michael Brown, per diciassette giorni i militanti afroamericani hanno contrapposto le proprie rivendicazioni alla reazione della polizia in assetto antisommossa.

Dopo questo episodio il movimento si è consolidato in una rete di diciotto nuclei locali in diverse città, con l’obiettivo di ampliare la presa raggiunta durante le proteste ed espandersi nelle comunità afroamericane degli Stati Uniti. Al giorno d’oggi Black Lives Matter ha assunto la forma di una rete decentralizzata di strutture organizzative e trasversali che hanno come obiettivo comune la liberazione delle comunità afroamericane dal giogo di uno Stato che solo apparentemente ha superato il razzismo.

Noi lavoriamo incessantemente per la libertà e la giustizia della comunità nera e, per estensione, di tutti.

Noi siamo guidati dal principio che tutte le vite nere importino, indipendentemente dalla reale o presunta sessualità, identità di genere, espressione di genere, status economico, abilità o disabilità, credo religioso o mancanza di esso, cittadinanza o luogo di residenza.[…]

Noi intendiamo smantellare la famiglia nucleare imposta dallo status quo occidentale, supportandoci a vicenda sotto forma di famiglie estese o “villaggi” in cui ci si prende collettivamente cura gli uni degli altri. 

Noi teorizziamo e mettiamo in pratica la giustizia, la liberazione e la pace nelle nostre interazioni.

Se le origini di Black Lives Matter affondano nei mezzi di comunicazione contemporanei, le rivendicazioni lo accomunano ai movimenti per i diritti civili degli anni Sessanta e Settanta. La rivendicazione comune è l’opposizione a un mondo in cui le vite dei neri sono ancora sistematicamente e intenzionalmente bersagliate dalle istituzioni statali e dalle forze dell’ordine. Un ulteriore fondamento di Black Lives Matter è l’intersezionalità, concetto sorto proprio dal femminismo nero degli anni Settanta che riconosce l’interconnessione, in campo politico e sociale, di categorie quali la classe, l’etnia e il genere.

Questa nuova ondata di rivendicazioni ha trovato un ostacolo significativo dal 2016 con i provvedimenti di stampo conservatore della presidenza Trump. La casa editrice Balzer+Bray pubblica The Hate U Give proprio l’anno successivo, in un’America in cui i rapporti di forza tra le minoranze e le istituzioni sembrano quanto mai lontani dall’essere appianati, riscuotendo un successo clamoroso. Angie Thomas, che supporta appieno Black Lives Matter pur non essendo ufficialmente affiliata all’organizzazione, ha portato in primo piano la volontà di giustizia e autodeterminazione della comunità afroamericana attraverso una storia accessibile anche ai giovani, ma che merita di essere letta da tutti.

«Vogliono tutti parlare della morte di Khalil» proseguo. «Ma la questione non è com’è morto. La questione è che era vivo. Che la sua vita contava qualcosa. Khalil era vivo!» Torno a guardare i poliziotti. «Mi avete sentito? Khalil era vivo!»

«Avete fino al tre per disperdervi» dice l’agente dall’altoparlante.

«Khalil era vivo!» scandiamo.

«Uno.»

«Khalil era vivo!»

«Due.»

«Khalil era vivo!»

«Tre.»

«Khalil era vivo!»

[Help Center antidiscriminazione: uno sportello multimediale dedicato a tutte le persone che si sentono discriminate a causa di orientamento sessuale, identità di genere, origine etnica o religiosa, nel mondo reale come in quello virtuale. Numero verde: 800768049]

FONTI

Thomas, The Hate U Give. Il coraggio della verità, Giunti, 2018

blacklivesmatter.com

ebony.com

theatlantic.com

wired.it

eu.usatoday.com

lospiegone.com

corriere.it

theguardian.com

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