Cultura vs. Discriminazioni

Atypical e il diritto alla non musica

A cura di Nicole Pastore

 

Sam Gardner è un liceale con una passione irrefrenabile per la scienza, in particolare per l’Antartide e i pinguini, di cui conosce ogni caratteristica. Vive con la sua famiglia, composta da mamma, papà, sua sorella Casey e la tartaruga Edison. Ha una vita “normale”: va a scuola, studia, lavora con il suo migliore amico Zahid e vorrebbe avere una ragazza.

Sam conduce una vita come quella di molti ragazzi liceali, ma ha anche un disturbo dello spettro autistico ad alto funzionamento. Che cosa significa? Tre stagioni di serie televisiva non bastano a spiegarlo (e neanche ci provano), ma sicuramente aiutano a comprenderne alcuni aspetti e donano spunti interessanti.

L’autismo è un disturbo “caratterizzato da deficit nella comunicazione e interazione sociale e da comportamenti, interessi o attività ristretti e ripetitivi”. Come accade spesso, anche a Sam è stato diagnosticato quando era un bambino, in età evolutiva. Prima della diagnosi i suoi comportamenti inusuali, incontrollabili e imprevedibili creavano non pochi problemi nelle situazioni di interazione sociale con altri individui o gruppi. Successivamente, la diagnosi non ha portato con sé una vera e propria “cura”; è chiaro anche nella serie tv Atypical che dall’autismo non si guarisce. Si può imparare, però, a conviverci serenamente, conoscendosi e migliorandosi, in modo non troppo diverso da come dovrebbero fare le persone non affette da questo disturbo.

A Sam piacciono le regole. In effetti, sembra proprio non riuscire a farne a meno. Deve imparare tutte le norme a memoria per essere sicuro di come comportarsi. Se ci sono le regole e le segui, non puoi sbagliare. Come dargli torto?

A Sam piace l’organizzazione. Le cose fuori posto lo turbano, lo infastidiscono. Dalla sua camera e i suoi vestiti perfettamente in ordine alla giornata organizzata con orari precisi e dettagliati, Sam vive nella precisione. Quando si spezza questa quiete perfetta, lui scoppia.

Inoltre, a Sam piacciono le abitudini. Più o meno tutti si possono ritrovare nella bellezza di alcune tradizioni difficili da abbandonare, nella difficoltà ad affrontare un cambiamento radicale nella propria vita e via dicendo. Sam invece è spaventato a morte dai cambiamenti, ma un po’ grazie all’appoggio di famiglia e amici, un po’ spronato da una psicologa-amica e un po’ con la grande determinazione che lo caratterizza, riesce a raggiungere moltissimi obiettivi che comportano non pochi cambiamenti.

Sam viene infastidito da diverse cose, ma non tutte gli causano problemi ugualmente gravi. Ad esempio, per uno spazzolino spostato dal suo solito posto si innervosisce, se la prende con Casey, urla, ma rimane in sé. Si trova davvero in difficoltà, però, in situazioni particolarmente stressanti e nuove, in cui non conosce il codice di comportamento e si sente a disagio, talmente tanto da paralizzarsi e isolarsi, cercando di calmarsi ripetendo tra sé i nomi dei tipi di pinguini dell’Antartide. Tra le tante cose, Sam ci insegna a gestire gli attacchi di panico e se non ci ricordiamo “Adelie, Chinstrap, Emperor and Gentoo”, possiamo provare con le nostre pizze preferite e il risultato rimarrà immutato: saremo in grado di gestire il panico.

Sam va in giro con un modello particolare di cuffie perché i rumori forti, il volume troppo alto di qualsiasi cosa nell’ambiente circostante gli causa un fastidio insopportabile. È per questo motivo che, nell’ottavo episodio della prima stagione, la fidanzata di Sam, Paige, propone di organizzare un evento in stile “silent-disco” per il ballo della scuola. Tutti dovrebbero avere la possibilità di parteciparvi con amici e fidanzati, ma il tipo di evento esclude spesso a priori alcuni studenti. Inutile dire che quel ballo atipico si rivela un successo, Sam si diverte e balla senza la musica assordante nella sala. 

In Italia l’autismo è un disturbo che colpisce 1 bambino su 77, dato che sembra essere in aumento. 

Secondo la Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (Sinpia) le recenti politiche di indirizzo nazionali e regionali riguardanti l’autismo hanno tentato di individuare azioni e strategie che tengano conto della necessità di attivare una rete di interventi precoci e mirati, che integrino strumenti terapeutici ed educativi e che aderiscano a una prospettiva che tiene conto dell’intero ciclo di vita.

Annalisa Monti, Consiglio Direttivo della Sinpia, parla anche di “medicina personalizzata”, fondata sulla collaborazione tra famiglia e specialisti, un approccio moderno nella gestione educativa e riabilitativa.

Quello che possiamo fare nel nostro piccolo è quello che ci insegnano Paige, Casey e i genitori di Sam: possiamo includere il più possibile nelle nostre vite bambini e adulti autistici, magari cambiando alcune delle nostre abitudini, ma prendendo coraggio e accogliendo un po’ di “atipicità” nella quotidianità. Possiamo organizzare una silent-disco in più, per far ballare proprio tutti, anche senza musica.

FONTI:

studicognitivi.it

vita.it

CREDITS:

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